Piante

Le piante possono essere guardate con occhi da bambini. Le loro caratteristiche, come il fusto cavo di canna o l'”anima molle” di un sambuco, la “pelle di castagno” che si stacca in primavera o le qualità più persistenti delle erbacce, diventano elementi di una classificazione bambinesca del mondo vegetale che risponde ad una Botanica del Gioco.

Castagno

Del castagno abbiamo documentato i giochi fatti con le sue foglie e con i suoi polloni (rami che si sviluppano direttamente sul tronco o ai piedi della pianta). La grandezza e resistenza delle sue foglie consente di intrecciarle o di “cucirle” tra loro usando sottili legnetti. I polloni di castagno crescono dritti e, durante il periodo primaverile, la loro liscia corteccia si stacca facilmente dal legno. Nei giochi realizzati per suonare, come la trombetta, il fischietto e il corno, ci si affida a questa qualità botanica del castagno che consente di sfilare la “pelle” del ramo reinserendola dopo aver modellato il legno interno per il passaggio dell’aria.

Pannocchia e Tutolo

Durante il periodo della mietitura i bambini e bambine giocavano con le pannocchie mentre i più grandi sfogliavano e sgranavano il granoturco, in autunno inoltrato. La pannocchia poteva essere usata per la creazione di bambole vegetali. Ma anche il tutolo, la parte interna della pannocchia, in dialetto mollo per la sua consistenza spugnosa, era usato per giocare. Essendo leggero e spugnoso, infatti, si può tagliare, bucare facilmente e ovviamente lanciare lontano.

Sambuco

Il suo nome ci suggerisce la caratteristica principale che ha reso il sambuco una delle piante più utilizzate per fini ludici: è attraversata da un grosso e spugnoso midollo, comunemente detto anche anima, che si riesce ad estrarre con facilità, lasciando al suo posto un buco. Molti giochi che richiedono il passaggio dell’aria da un buco per creare un suono, come lo zufolo o il fischietto, o per “lanciare”, come una cerbottana o lo scoppietto, si affidano al sambuco per la loro realizzazione. E’ una pianta del Terzo Paesaggio, che si diffonde ovunque, dalla pianura alla montagna fino ai 1500 m, lo spazio non sia gestito dall’uomo; per questo motivo la possiamo trovare nelle periferie urbane come lungo le ripe di torrenti, ruscelli o fossati, ai margini dei boschi o di vigneti come a lato delle rotaie del treno. Possiamo riconoscere il sambuco perché generalmente ha la forma dell’arbusto, raggiungendo solo in alcuni casi l’altezza di un vero e proprio albero (6-7 metri), con rami argentei che, partendo dal basso, crescono lunghi e dritti e s’incurvano con il passare del tempo. In tarda primavera ed estate lo si può identificare dai piccoli fiori color panna e a forma di stella, riuniti in inflorescenze a forma di ombrello. In autunno i fiori lasciano spazio a densi grappoli penduli di bacche sferiche, lucide e di un intenso colore nero-violaceo.

Erbe e fiori del prato

In primavera ed estate il prato diventa un vero campo di gioco con innumerevoli possibilità ludiche calibrate sulle caratteristiche botaniche delle piante erbacee e fiori. Quelle che per i contadini o per chi cura un orto sono “erbacce” da estirpare , per i bambini e bambine sono occasioni di gioco. Di alcune piante erbacee come la piantaggine viene utilizzato il lungo gambo flessibile e resistente che si può annodare e intrecciare per fare piccoli cestini in miniatura. Le erbe graminacee non generano fiori o frutti ma delle spighe dagli innumerevoli semi (non a caso sono definite “erbe infestanti”) che sono spesso usate per verdetti o atti divinatori. I fiori più comuni, come quelli del tarassaco, papavero e margherita, sono usati nelle loro diverse parti botaniche, gambo, bocciolo, ovario, corolla per suonare, esprimere desideri, realizzare modellini e bamboline, orecchini e riccioli. E ovviamente l’erba comune che può diventare un’ancia tra le dita per emettere fischi sorprendenti.

Canna comune

Il fusto lungo, cavo e resistente della canna comune o palustre è l’aspetto botanico di questa pianta erbacea che più è stato valorizzato nei giochi di bambini e bambine. La cannuccia, ben ripulita all’interno rimuovendo con un bastoncino la membrana in prossimità dei nodi, diventa perfettamente liscia. Per questo è lo strumento vegetale preferito per costruire cerbottane ma anche per fare le bolle di sapone.

Vite

I giochi dei bambini e bambine che seguivano i genitori mentre lavoravano in vigna erano diversi in ogni stagione, in relazione alla biodiversità di volta in volta disponibile su e tra i filari di viti. In Valtellina d’inverno, durante la potatura, con una porzione di tralcio veniva realizzata la scigueta della Valtellina che, come suggerisce il nome, produce un suono molto forte simile allo stridio della civetta. Il gioco della sciguèta era parte del paesaggio sonoro della vigna in riposo vegetativo. In primavera l’attenzione ludica si rivolge tra i filari, dove si trova una grande biodiversità di fiori e piante erbacee.

Nocciolo

La caratteristica del nocciolo che viene più apprezzata per fini ludici è la flessibilità dei suoi rami dritti e resistenti. Inoltre il suo portamento ad arbusto consente di raggiungere facilmente i suoi rami Si tratta di un arbusto che riesce a diffondersi anche nelle aree più degradate e che con le sue radici svolge un’importante funzione di consolidamento dei terreni franosi. E’ un legno elastico ma resistente, adatto ad essere incurvato e mantenuto in tensione da uno spago nella realizzazione dell’arco.

Gambi tubolari di piante erbacee

La forma cilindrica e cava dei gambi di alcune piante erbacee è di notevole interesse ludico. Infatti, i gambi, liberati da foglie o fiori,  resi così perfettamente tubolari, producono un suono simile a quello della tromba. Le vibrazioni sull’imboccatura prodotte dal soffio si trasmettono lungo la colonna d’aria presente nel gambo, emettendo un suono più o meno acuto in base al suo diametro. Fare dei buchi lungo i gambi consente di modulare i suoni e realizzare semplici melodie.

Frassino

Il frassino è un albero molto diffuso nei boschi dell’area prealpina dove, grazie alla sue radici che si sviluppano orizzontalmente, rappresenta un prezioso aiuto contro lo smottamento dei terreni. L’aspetto che ha reso questa pianta un compagno di gioco nelle montagne della Val Trompia è la struttura biforcuta dei rami che, modellati con un coltellino, ricordano le corna di una mucca.