Mappa

I giochi effimeri sono espressione dei luoghi, dei loro ambienti e della biodiversità più comune che li caratterizza. I giochi non seguono le differenze provinciali ma piuttosto, indifferenti ai confini amministrativi, uniscono luoghi tra loro lontani ma che condividono paesaggi e piante.

Avano (LC)

Ecomuseo della Valvarrone

La Valvarrone sorge selvatica sulla sponda orientale del Lario, lungo lo scosceso percorso tracciato dall’omonimo torrente. E’ un luogo di confine tra la Valsassina e la Valtellina, tra la montagna del Legnone e Dervio, dove sfocia il torrente Varrone. Molti dei paesi della Valvarrone sono spopolati durante il periodo invernale mentre sono animati dal ritorno di vecchi e nuovi abitanti durante il periodo estivo. Lo squitàcc, lo “schioppetto”, un gioco della Valvarrone, ha uno stretto legame con la storia sociale del luogo. Ad Avano, l’8 dicembre si festeggiava la madonna dello squitac. Il gioco da sparo era al centro della giornata e, dopo la messa, si scatenava una vera e propria battaglia tra i ragazzini del paese e quelli di Tremenico, il paese vicino, antagonista di tradizione. I bambini venivano mandati a pascolare per intere giornate: era quello il momento in cui si realizzavano strumenti a fiato con dei rami di castagno come il siolèt, la trombetta o l’ornia.

Esino Lario (LC)

Eomuseo delle Grigne (LC)

La Val d’Esino comprende la stretta valle ad imbuto che confina con la Valsassina, e che si estende dalla sponda orientale del lago di Como fino alle pendici delle Grigna. Esino è un piccolo paese che sorge ad una altezza di 900m al centro dell’altipiano in cui si apre la vallata. Le vette del gruppo delle Grigne fanno da corona al paese da cui si diramano i sentieri per addentrarsi in boschi e pascoli. Il bosco era anche il luogo del gioco, dove si diventava indiani solo grazie a qualche foglia di castagno (copricapo sioux). Per imitare la tromba si usavano invece i gambi delle foglie di zucche e zucchine.

Canneto sull’Oglio (MN)

Ecomuseo Valli Oglio Chiese (MN)

L’ecomuseo si estende nella provincia di Mantova tra i fiumi Oglio e Chiese. Canneto sull’Oglio, dove è stata svolta la documentazione, è un paese della pianura padana che per tradizione è legata al gioco. La prima fabbrica italiana di bambole ha avuto origine in questo paese intorno al 1880 e ha avuto un ruolo economico fondamentale nell’area fino alla metà degli anni ’90, quando l’azienda non ha retto la concorrenza della plastica e del mercato globale. I giochi che abbiamo raccolto a Canneto ne descrivono il paesaggio: il fiume e la sua biodiversità (in particolare le canne palustri per fare cerbottane o bolle di sapone) e le colture orticole (il tutolo del granoturco per fare volani e paracadute) che hanno caratterizzato questa frazione di pianura padana prima di lasciare il posto all’esperienza vivaistica.

Barbianello (PV)

Oltrepò Pavese (PV)

Il paesaggio agricolo della pianura pavese, tra il fiume Po e le colline, è legato in particolare modo alle distese di coltivi ed alle erbe spontanee che invadono il paesaggio nella stagione primaverile. I giochi effimeri realizzati in pianura erano legati alle piantagioni più diffuse come il granoturco (bambola di meliga) o ai fiori spontanei come il papavero, ospiti inaspettati dei campi di grano (il cardinale).

Valle Scuropasso (PV)

Oltrepò Pavese (PV)

La valle Scuropasso è attraversata dall’omonimo torrente che si snoda dal primo Appennino fino alla pianura di Broni. Anche se il paesaggio collinare è dominato dalla presenza della vite e dalle sue geometrie, le rive del torrente rimangono zone franche per la biodiversità che cresce selvatica. La mancanza di controllo umano rende queste aree le più interessanti dal punto di vista ludico-botanico, luoghi ideali per giochi effimeri. La presenza del sambuco consentiva le battaglie tra i filari a colpo di cerbottana, usando gli acini d’uva ancora acerbi come proiettili.

Castione Andevenno (SO)

Castione è un piccolo paese situato sul versante retico della media Valtellina le cui pendenze sono addolcite da terrazzamenti dove si coltiva la vite. La coltivazione viticola ha rappresentato una parte importante del paesaggio di quest’area della Valtellina, profondamente legata alla cultura contadina locale. Non a caso il gioco documentato (la sciguéta) parte da un tralcio di vite tagliato durante la potatura che diventa uno strumento per cimentarsi nel verso della civetta.

Canneto Pavese (PV)

Ecomuseo della Vite e del Vino (PV)

Canneto Pavese si estende sulle colline tra la valle Scuropasso e la Valle Versa. Il terreno argilloso di queste colline le ha sposate alla coltura della vite, una pianta che impernia tutto il paesaggio e che lascia spazio al bosco solo dove le pendenze non sono addomesticabili. I vigneti sono spesso di piccole dimensioni e a volte disposti su terrazzamenti, unico compromesso possibile con la pendenza. Gli interfilari e i sentieri che collegano tra loro i vigneti e il bosco, con la loro ricca biodiversità, sono ancor oggi per i più giovani un luogo dove passare il tempo e cimentarsi in giochi effimeri con la biodiversità.

Cimmo (BS)

Cimmo è una frazione di Tavernole sul Mella, ai piedi del Monte Guglielmo e che si distingue, in una valle per lo più dedicata all’estrazione del ferro, per la sua vocazione agricola. Le mucche rappresentavano una parte importante del paesaggio locale (come testimoniato dal gioco delle Mucche), spesso associato alle cascine, in posizione intermedia tra le abitazioni e le malghe nei pascoli d’altitudine. Tra case, cascine e malghe una fitta rete di sentieri traccia la mappatura di una geografia agricola fondata sulla mucca.

Bovegno (BS)

Bovegno è un paese dell’alta val Trompia la cui storia e paesaggio sono intrecciati alle principali attività economiche : l’estrazione di fluorite e del ferro e, fino agli anni ’60 del secolo scorso, il turismo di cui oggi rimangono come testimonianza le gloriose strutture alberghiere ormai trasformate in residenze private. Non a caso un gioco che abbiamo documentato a Bovegno era rivolto ai villeggianti che passavano l’estate nel paese montano e a cui i bambini cercavano di vendere i cestini realizzati con gli steli di erbe e riempiti di fiori.